Enoturismo in Calabria

Calabria, dove tutto è cominciato

Prima ancora di chiamarsi Calabria, questa terra era l'Enotria dei Greci, il paese della vite e del vino. Ed è proprio qui che tutto è cominciato. In questo lembo di Mediterraneo nacque il nome stesso di Italia e, all'inizio dell'VIII secolo a.C., i coloni greci fondarono Krimisa e il monumentale Santuario di Apollo Aleo sul promontorio di Punta Alice. Da allora il vino Krimisa, antenato del Cirò, divenne secondo la tradizione il vino ufficiale delle Olimpiadi: diffuso in tutto il Mediterraneo, era amato dal crotonese Milone, sei volte campione olimpico. Una storia che fa della Calabria una delle culle della viticoltura italiana e che ancora oggi si ritrova nel calice. I vigneti crescono tra la brezza di due mari, lo Ionio e il Tirreno, e l'aria fresca dei massicci del Pollino, della Sila, delle Serre e dell'Aspromonte. Ogni provincia ha il suo clima, i suoi suoli e le sue pratiche colturali, eredità delle tante civiltà che si sono succedute nei secoli: un mosaico di terroir che dà vita a una sorprendente varietà di vini, sapidi e mediterranei, di forte carattere. 

Il cuore di questa ricchezza sono i vitigni autoctoni, tutelati e rilanciati da una nuova generazione di viticoltori che ha il merito di un immenso lavoro di recupero di varietà che rischiavano di scomparire.  

Scoprire la Calabria attraverso il vino significa percorrere le sue Strade del Vino, che attraversano la regione da nord a sud e da un mare all'altro. Molte cantine aprono le porte ai visitatori con tour in vigna, degustazioni e ospitalità enoturistica, trasformando ogni tappa in un incontro con il territorio e con chi lo custodisce. 

Il viaggio parte da Cosenza, nell'area della DOC Terre di Cosenza e delle sue sette sottozone, tra i Parchi Nazionali del Pollino e della Sila e la valle del Savuto. Qui le Città del Vino di Belmonte Calabro, Frascineto e Saracena custodiscono piccoli tesori come il Moscato di Saracena, passito Presidio Slow Food. Sul versante ionico, nel crotonese, si entra nella terra del Cirò, il vino calabrese più celebre, e del Melissa DOC: un itinerario che unisce i borghi di Cirò, Melissa e Crucoli alla fortezza aragonese di Le Castella, all'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto e al Parco Archeologico di Capo Colonna. 

Nel cuore della regione, tra lametino e catanzarese, il microclima generato dai due mari favorisce i vini Savuto, Scavigna e Lamezia DOC. Lamezia Terme, Città del Vino, affianca alla degustazione il fascino del centro storico di Nicastro, con il Duomo e i resti del Castello Normanno-Svevo. Scendendo lungo il Tirreno si raggiunge la Costa Viola, dove i vigneti su terrazzamenti a secco guardano l'Etna e nascono i vini Costa Viola e Scilla IGT, da gustare dopo una passeggiata tra le case di pescatori di Chianalea. A Reggio Calabria, tra il Lungomare e il Museo Archeologico Nazionale dei Bronzi di Riace, si incontrano le produzioni di Arghillà e Pellaro. 

L'ultimo tratto risale la costa ionica, tra l'area grecanica, la Costa dei Gelsomini e la Locride. È la terra del Greco di Bianco DOC, pregiato passito da dessert prodotto a Bianco e Casignana, e dei vini di Palizzi, Locri e Bivongi, dove l'itinerario si chiude con un brindisi tra borghi, siti archeologici e paesaggi sospesi tra mare e montagna. 

Degustare un calice calabrese significa tornare là dove tutto è cominciato: il modo più autentico per conoscere davvero la regione.

Top 5 Wine experiences

  1. Degustazione nel vigneto più alto d'Europa
    Nel cuore della Sila, a circa 1.300 metri di quota e con vista sul Lago Cecita, si scopre cosa significa “viticoltura eroica”: coltivare la vite in condizioni estreme, tra freddo, pendenze e boschi secolari. Qui l'escursione termica tra giorno e notte regala vini freschi e profumati. Un'esperienza rara, che si chiude con una degustazione guidata di vini di montagna, nati dove nessuno si aspetterebbe di trovarli. 
  2. Tramonto tra i vigneti della Costa Viola, vista Stretto di Messina
    Tra Palmi, Bagnara Calabra e Scilla, i vigneti scendono verso il mare su terrazze sostenute da muretti a secco. La passeggiata tra viti allevate ad alberello, la forma di coltivazione più antica del Mediterraneo, si conclude con una degustazione al tramonto davanti allo Stretto di Messina e alle Isole Eolie, accompagnata da prodotti identitari del territorio. 
  3. Vini naturali nella campagna di Gerace
    Nella Locride, ai piedi di uno dei borghi medievali più belli della Calabria, si entra nel mondo dei vini naturali: uve coltivate senza chimica e fermentate spontaneamente, senza additivi né filtrazioni. A raccontarli è l'enologo stesso, con un assaggio di prodotti semplici calabresi e specialità del borgo. 
  4. In fuoristrada nella Valle dello Stilaro
    Da Bivongi un tour in fuoristrada conduce al Monastero di San Giovanni Theristis, gioiello bizantino immerso nel verde, e poi alle vigne eroiche della valle. In cantina si assaggiano vini della Bivongi doc bianchi, rosati e rossi e il mosto cotto, antico sciroppo d'uva della tradizione contadina, usato da secoli per i dolci calabresi. 
  5. Picnic in vigna
    Un cestino con prodotti tipici e una bottiglia di vino, e la libertà di scegliere il proprio angolo tra i filari di gaglioppo, il vitigno simbolo della Calabria, o accanto a un antico palmento, la vasca in pietra dove un tempo si pigiava l'uva. Un modo lento per scoprire la Calabria autentica.

Curiosità sui vini della Calabria

  1. La terra che diede il nome all'Italia
    I Greci chiamarono questa terra Enotria, "terra del vino", perché vi trovarono una viticoltura già fiorente, praticata dagli Enotri fin dall'Età del Bronzo. E proprio da qui, dal leggendario re Italo, deriva il nome dell'intera penisola italiana. 
  2. Il vino dei campioni olimpici
    Il Cirò è considerato uno dei vini più antichi del mondo. La tradizione racconta che, con il nome di Krimisa, venisse offerto ai vincitori delle Olimpiadi. Già in epoca romana, Plinio il Vecchio lodava i vini calabresi tra i migliori del tempo. 
  3. Una viticoltura di collina e montagna
    In Calabria meno del 10% del territorio è pianeggiante: oltre il 90% dei vigneti cresce su colline e montagne, spesso su pendii ripidi e terrazzamenti. In Sila, a circa 1.300 metri di quota, si trova persino il vigneto più alto d'Europa. E sui pendii ionici nasce il Greco di Bianco, uno dei passiti più antichi e rari d'Italia.

Principali vitigni del territorio

  • Gaglioppo: a bacca nera, simbolo della regione, alla base del celebre Cirò.
  • Magliocco Dolce: a bacca nera, tipico della DOC Terre di Cosenza, dal Pollino alla Sila. Ricco di colore, acidità e tannini, dà vini strutturati e longevi.
  • Magliocco Canino: a bacca nera, diffuso nel lametino e sulla Costa degli Dei. Geneticamente distinto dal Dolce, tardivo, regala vini eleganti e longevi.
  • Nerello Mascalese: a bacca nera, presente in particolare nel reggino e sui terrazzamenti della Costa Viola.
  • Nerello Cappuccio: a bacca nera, coltivato soprattutto nella Locride.
  • Calabrese (Nero d'Avola): a bacca nera, vitigno dalle antiche radici meridionali.
  • Nocera: a bacca nera, coltivato soprattutto nell’area del reggino.
  • Greco Bianco: a bacca bianca, tra i principali autoctoni bianchi della regione.
  • Greco di Bianco: a bacca bianca, da cui nasce il Greco di Bianco DOC, pregiato passito da dessert.
  • Guarnaccia: a bacca bianca, diffusa nell'area del Pollino, è alla base del celebre Moscato passito di Saracena.
  • Malvasia: a bacca bianca, aromatica, parte della numerosa famiglia delle Malvasie.
  • Mantonico: a bacca bianca, antico vitigno autoctono di grande struttura, vocato a bianchi longevi e, grazie all'elevata acidità, ideale per la spumantizzazione.
  • Pecorello: a bacca bianca, originario della zona del Savuto e oggi diffuso anche in altri areali della Calabria.
  • Zibibbo: a bacca bianca, aromatico, coltivato sulla Costa degli Dei e salvato dall'estinzione da giovani viticoltori locali.

Principali eventi enoturistici del 2027

  • Vinitaly and the City - Calabria in Wine
    Il principale evento della regione dedicato al vino calabrese riunisce cantine e produttori della regione attraverso degustazioni, masterclass e incontri. Nel 2026 si è svolto nel Parco Archeologico di Sibari e a Reggio Calabria. 
  • Borgo diVino
    Festival enogastronomico itinerante che si svolge nei Borghi più belli d'Italia di Calabria. Propone degustazioni di vini locali e nazionali, piatti della tradizione e percorsi formativi, con i produttori presenti. Nel 2026 ha fatto tappa a Fiumefreddo Bruzio. 
  • Verbicaro Wine Festival
    Manifestazione di due giornate nel centro storico di Verbicaro, dedicata a vino, biodiversità e territorio. Il programma comprende masterclass, talk, show cooking e degustazioni nei catùv, le cantine tradizionali del paese. 
  • Incontri DiVini nel Borgo Antico
    Appuntamento estivo nel centro storico di Cirò, con degustazioni di vini cirotani, musica, arte e spettacoli, legato ogni anno a un tema del territorio. 

Per maggiori informazioni

Dipartimento Turismo, cultura e identità territoriale

1 di 10 Immagine Vino. Credits: Regione Calabria
2 di 10 Immagine Vigneto eroico, Bagnara Calabra (RC). Credits: Regione Calabria
3 di 10 Immagine Uva, Ferruzzano (RC). Credits: Regione Calabria
4 di 10 Immagine Picnic in vigna. Credits: Regione Calabria
5 di 10 Immagine Vino, Saracena (CS). Credits: Regione Calabria
6 di 10 Immagine Vigneto, Cirò Marina (KR). Credits: Regione Calabria
7 di 10 Immagine Uva, Ferruzzano (RC). Credits: Regione Calabria
8 di 10 Immagine Vino. Credits: Regione Calabria
9 di 10 Immagine Vigneto, Cirò Marina (KR). Credits: Regione Calabria
10 di 10 Immagine Vigneti eroici, Bivongi (RC). Credits: Giuseppe Melia