I cammini turistici accessibili in Italia
Eventi: mico2026

Con il Decreto interministeriale del 1° agosto 2024, registrato alla Corte dei conti il 19/09/2024, n. 2508, avente ad oggetto “Criteri di riparto della quota parte di cinquanta milioni di euro del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità in favore delle regioni per l’anno 2024 per il finanziamento di interventi e progetti per il turismo accessibile e inclusivo per le persone con disabilità” si sono susseguiti in Italia alcuni interventi mirati allo sviluppo dei servizi per il turismo accessibile con particolare riguardo ai cammini. Tra questi i primi

- Abruzzo “Il Cammino Grande di Celestino, un Cammino di tutti!” 1.742.529 euro

- Friuli-Venezia Giulia I AM FVG – “Inclusione e Accessibilità per Montagne Facili da Vivere e Godere” 1.706.171 euro

- Lazio “Turismo senza limiti” 3.804.046 euro

- Marche “Marche for all” 2°edizione 1.847.658 euro

- Piemonte “Metti in Comune l’inclusione – interventi per un turismo accessibile in Piemonte” 3.244.592 euro

- Calabria “Calabria inclusiva, un viaggio per tutti” 2.021.051 euro

- Molise “Molise per tutti-turismo accessibile e inclusivo per le persone con disabilità” 1.261.869 euro

- Regione siciliana “Turismo oltre le barriere” 3.494.243 euro.

Tutto ciò ha sicuramente facilitato la realizzazione di servizi per i cammini accessibili, sebbene dagli studi realizzati ci sia ancora molto da fare, considerando il fatto che meno del 3% dei Cammini recensiti da ENIT con il TCI mostra reali servizi di accessibilità per tutti.

Per sostenere uno sviluppo in tal senso, ad esempio, la Regione Umbria ha presentato lo strumento del Vademecum “Accessibilità e fruibilità dei cammini: un metodo di lavoro”. Prodotto da FISH – Federazione Italiana Superamento Handicap – è un ulteriore passo in avanti sull’inclusività, anche per attrarre turisti e fa parte del progetto nazionale “Viaggio Italiano – Scopri l’Italia che non Sapevi” in collaborazione con Ministero del Turismo ed ENIT.

Anche AEVF e Regione Lombardia hanno realizzato un vademecum sull’accessibilità ai cammini, nell’ambito del progetto “La Via Francigena in Lombardia. Verso il Giubileo 2025”. L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), con il contributo di Regione Lombardia, ha realizzato uno studio innovativo dando vita ad un progetto che nasce con l’obiettivo di rendere la Via Francigena e gli altri cammini accessibili a tutti, abbattendo barriere fisiche, sensoriali e digitali, e intraprendendo azioni correttive e migliorative in modo strategico e mirato.

Questo perché un sentiero accessibile lo è se accompagnato da informazioni e dati specifici. L’accessibilità va infatti declinata per le diverse tipologie di disabilità: motoria, visiva, uditiva e intellettivo-relazionale. Ogni persona ha esigenze e livelli di autonomia differenti, e un cammino realmente inclusivo deve essere progettato con questa consapevolezza.

Oggi, in Italia è stato fatto un passo importante verso una legge che riconosce l’importanza dei cammini, dando centralità strategica al Ministero del Turismo nelle azioni di promozione degli itinerari d’Italia, grazie anche all’istituzione di strumenti come la cabina di regia, la banca dati, il tavolo permanente e il programma di sviluppo, che consentiranno un dialogo continuo tra i soggetti coinvolti, a supporto del turismo lento e sostenibile e in direzione della riscoperta dei territori più nascosti e autentici asset primario anche per la destagionalizzazione. In aggiunta agli oltre 30 milioni di euro già stanziati per questo segmento, ulteriori 5 milioni di euro sono impegnati per il periodo 2026-2028 più 1 milione annuo a partire dal 2029.

Si tratta di una motivazione turistica sempre più importante per tutte le destinazioni italiane, dato che tutte le Regioni risultano attraversate da Cammini regionali o interregionali (seppur con una concentrazione in Emilia Romagna, Toscana e Lazio).

Secondo lo studio di Terre di Mezzo, le motivazioni sono la somma di diversi desideri e interessi, dalla possibilità di stare nella natura, di fare un’esperienza interiore (alla ricerca del benessere mentale ed emotivo), o di ricercare il benessere fisico, conoscere il territorio e luoghi mai visti, per incontrare nuove persone e fare nuove esperienze. Il 26% si mette in cammino esplicitamente anche per motivi religiosi o spirituali.

In merito al profilo del camminatore, nel nostro Paese il 26% di chi percorre un Cammino lo fa da solo, o da sola, mentre il 39% in due, e il resto in gruppo. Le donne sono il 51% dei camminatori, mentre per l’età il 32% ha meno di 45 anni (il 47,7% lungo il Cammino di Santiago), il 53% è tra 46 e 65 anni (contro il 40,5%) e il 15% è over 65 (contro il 12%).

Il 40% cammina 2-4 settimane, il 23% da 3 giorni a 1 settimana. Tra i periodi più lunghi, il 22% sta in cammino da 1 a 2 mesi e c’è una fetta significativa di camminatori, il 15%, che dichiara di passare in cammino più di due mesi (attraversando diversi itinerari).

Prima di partire si acquistano libri e guide (47%), abbigliamento (40%), attrezzature (39%), scarpe (34%). La sera il 77% dei camminatori si ferma a mangiare in un ristorante.

Il 46% dei camminatori dorme in B&B o appartamento, il 26% in ostello, il 16% in albergo o agriturismo, il 6% in ospitalità religiosa (ma il 30% degli under 25 lungo la Via degli Dei sceglie di pernottare in tenda).

Il 16% spende al giorno meno di 30 euro, il 55% tra 30 e 50 euro, il 24% tra 50 e 100 euro, il 3% oltre 100 euro. Una volta arrivati alla meta il 57% dei camminatori aggiunge qualche giorno di vacanza.

 

E’ allora, oggi, sempre più importante rendere queste esperienze di wellbeing accessibili a tutti, pertanto i cammini si stanno attrezzando in termini di servizi.

Per portare alcuni esempi recenti, a luglio 2025 è stato presentato il progetto di accessibilità e inclusione turistica che prevede la realizzazione di una serie di servizi sul Cammino di Celestino, in Abruzzo, in favore di persone con disabilità.

Il progetto “Via Francigena For All” ha portato a termine la sfida di rendere accessibile a tutti, compresi i viaggiatori con disabilità, uno dei cammini più celebri d’Europa. L’iniziativa, lanciata dalla Regione Piemonte con un budget di 1,6 milioni di euro, ha interessato il tratto tra Ivrea e Viverone, nel Canavese, e la variante della Valle di Susa, tra Villar Focchiardo e Avigliana, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e socioculturali lungo 36 km del percorso francigeno piemontese. Sono stati mappati 150 punti di interesse storico, culturale e naturalistico, con azioni mirate a migliorare l’accessibilità, tra cui la creazione di tre nuove aree di sosta nei comuni di Villar Focchiardo, Avigliana e Bollengo.

Anche nel Lazio il Cammino di Francesco, inaugurato il 23 settembre 2025 presenta un piano innovativo che permette alle persone con disabilità (e non solo) di percorrere, attraverso un click, i luoghi dell'itinerario della Valle Santa, grazie a servizi multimediali on demand, con un virtual tour immersivo. Il percorso fisico che attraversa i luoghi delle vita di San Francesco sarà correlato da una segnaletica turistica interattiva che sfrutterà le nuove tecnologie multimediali come la web app in cloud, alla quale è possibile accedere tramite Qr Code o Chip Nfc per usufruire di tutte informazioni che non sono presenti nel cartello e sarà accessibile per le persone con disabilità, grazie a una videoguida in LIS, con un video in cui un'insegnante in lingua dei segni tradurrà ogni cosa, e a una audioguida utile ai non vedenti. Inoltre, nel cartello sarà presente anche una scritta in Braille e i visitatori potranno accedere a virtual tour specifici pensati sia per promuovere il territorio che per rappresentare luoghi difficilmente accessibili.

Anche la Via Matildica del Volto Santo da Novellara in provincia di Reggio Emilia accoglie persone con disabilità motoria, sensoriale, intellettiva, famiglie con bambini, anziani, camminatori con bisogni specifici.

In Trentino, il Cammino di San Vili (da Madonna di Campiglio a Trento) è un’esperienza accessibile anche a persone con disabilità visiva con un’esperienza, una volta l’anno nel mese di giugno, di cammino in gruppo aperta anche a persone cieche e ipovedenti. In quest’occasione il percorso viene adattato e gli alloggi sono selezionati in base alle diverse accessibilità. Il percorso può essere fatto per intero, oppure scegliendo le tappe.

Anche il Veneto è una terra virtuosa dal punto di vista del trekking per tutti. Il percorso di Rubbio e il monte Caina (m.1002), ha dei percorsi suggestivi sia con la tipica foschia del luogo che nei giorni limpidi, durante i quali si vede tutta la pianura. Qui esiste un itinerario per disabili in carrozzina, sulla prua orientale dell’Altipiano di Asiago, lungo un luogo di grande impatto panoramico, dove il percorso non è difficile, né a piedi né in carrozzina, la strada è chiusa al traffico, quasi tutta asfaltata e in leggerissima discesa o pianeggiante, particolarmente assolata e senza alberi.

Per chi ama la bellezza dei paesaggi meridiani, è possibile partecipare ai percorsi organizzati nelle Murge da Ente Parco della Murgia Materana, percorsi sotto forma di escursioni a misura di disabilità psichica e motoria.

Ci sono, poi, operatori specializzati che organizzano epiche e contemplative traversate naturali in tutta Italia con sentieri adatti a disabili e non che vogliano riflettere, camminando, sulla propria identità, percorsi adatti a tutti ma pensati per disabili motori e sensoriali.

In questa tipologia di servizi per il turismo accessibile gli accompagnatori nei cammini sono dei compagni di viaggio, dalle guide sportive ai volontari con esperienza, sempre con spirito di condivisione, in una esperienza di benessere possibile per tutti.